Waves For the Masses, la scommessa è il melting pot.

Nausicaa

La nostra risposta alla violenza sarà fare musica più intensivamente, in modo più bello, più devoto che mai”.

Il pensiero del più grande compositore, pianista e direttore d’orchestra, del Novecento, Leonard Bernstein, racchiude perfettamente la filosofia del progetto tutto made in Italy: Waves for the Masses.

Accade tutto a fine estate del 2013 quando un giovane palermitano trapiantato a Roma, Vincenzo Lombino, ebbe l’idea di realizzare un progetto che aveva come prerogativa la promozione di band indipendenti provenienti da tutto il globo che utilizzano l’idioma autoctono. Un’idea ambiziosa che trova successivamente l’appoggio di un ex ricercatore e biologo, Fabio Pisano, calabrese di nascita trasferitosi a Milano. Lombino e Pisano si sono incontrati via etere ma mai fisicamente.

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Echo Bench
Echo Bench

Succede che oggi la rivoluzione informatica ha trasformato l’organizzazione del lavoro, che si tratti dell’organizzazione di merci in fabbrica o attività intellettuali. Il progetto che i due giovani portano avanti trova il consenso anche di altre menti, incontrate sempre in questo villaggio globale che è internet, come quello di Germano Centorbi, Francesca Marini, Fabio Gallato, Simona Strano, Angela Fiore, Fabio Marco Ferragatta, Fabio Mascagna e Simone Stefanini. “Waves for the Masses” è una realtà di lavoro cognitivo aperto ad artisti provenienti da tutto il mondo, senza alcuna restrizione di lingua.Lombino e Pisano sono convinti che la buona musica non possa avere restrizioni e vincoli dovuti alla lingua. Oltre alleband italiane il progetto promuove band la cui provenienza è cinese, israeliana, britannica, olandesi, americane e giapponesi. Tutte le band vengono seguite e promosse nel mercato italiano e non solo.

L’obbiettivo di Waves for the Masses è quello di dare visibilità alle nuove band e di abbattere i muri che ci impediscono di ascoltare la bella musica scritta in lingue che non conosciamo. Tra le varie proposte troviamo i superlativi CAssette da Beijin, le israeliane Echo Bench e i Nausica. Questi ultimi arrivano dai Paesi Bassi, dalla Germania e dalla Polonia, e riflettono appieno il pensiero di Waves for the Masses: contaminazione, origini disparate che convergono verso un unico ribollente melting pot.

La testimonianza l’abbiamo avuta proprio con il mini tour del gruppo: successo di pubblico e attenzione dei media, non solo underground. Infine Lombino e Pisano definiscono in queste parole Waves for the Masses: esplorazione, crescita individuale e collettiva di ognuno di noi.

di Anita Likmeta su IlGiornaleOff