La Storia, è nuda.

Anita Likmeta Ph. Paolo Iammarrone

Il vero inchiostro usato per scrivere la Storia è semplice, fluido pregiudizio.

Mark Twain

Mi chiamo Anita Likmeta. Sono cittadina albanese naturalizzata italiana. Sono alta 1.68. Il mio peso è di circa 50 kg. La mia pelle è di color ocra, levigata come il marmo. Le mie gambe sono toniche. Il mio ventre è piatto.

Io, secondo Ivan Sal.
Io, secondo Ivan Sal.

La mia schiena è naturalmente scolpita seppur non passo ore a fare dure sessioni di allenamento in palestra. Il colore dei miei occhi è di un azzurro indecifrabile, con venature di giallo canarino e alcuni tratti grigi. Il mio colore naturale dei capelli è miele, anche se ho passato l’adolescenza, e non solo, a tingermeli di castano scuro, giusto per nascondermi un pò.

Il mio corpo è un dono meraviglioso che ho il piacere di osservare ogni mattina quando mi sveglio. Il mio corpo è scolpito dalla mia storia.

Anita Likmeta Ph. Gigi Martinucci
Io, secondo Gigi Martinucci.

La mia storia durante il regime dittatoriale di Enver Hoxha.
La mia storia durante la caduta del regime.
La mia storia durante i lunghi anni della guerra civile.
La mia storia durante la grande emigrazione di massa.
La mia storia nella notte silente e angosciosa durante la traversata nel Mar Adriatico del 1997.
La mia storia durante gli anni in esilio in Italia.
La mia storia adolescenziale prima, di donna poi.

La mia storia nella ricerca di una identità che credevo perduta.
La mia Storia.

Sono Anita Likmeta, sono una sopravvissuta di guerra. E sono una guerriera.

Non prostituirò mai la mia libertà intellettuale per compiacere l’ipocrisia di qualcuno, e non prostituirò mai il mio credo per idolatrare simboli o luoghi comuni.

Perché il mio contenuto non si sarebbe mai potuto esprimere in nessun altro contenitore. Perché il mio corpo, è mio. Perché anche il mio corpo, sono io.

La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza.

Albert Camus