Vito Acconci: una vita oltre la performance!

Vito Acconci.

Ho sempre amato l’arte per la sua capacità di suscitare nelle persone sentimenti come lo stupore, la rabbia, la gioia, pathos e perfino l’indifferenza.

Vito Acconci.
Vito Acconci.

Vito Acconci, italoamericano nato nel Bronx, è stato un poeta ed un artista concettuale nonché assoluto pioniere della body e video art. I suoi lavori esprimevano l’esigenza di interpretare il disagio contemporaneo ed il malessere esistenziale. Acconci è scomparso alcuni giorni fa, per l’esattezza il 28 aprile, all’età di 77 anni.

 

Fare performance, oggi, non ha più senso. Non serve a nulla e non capisco le ragioni di chi le fa. Non posso farti alcun nome perché non conosco nessuno. Ignoro totalmente l’arte di questi giorni. L’arte è diventata un business per pochi, roba da ricchi. A me interessa essere al centro di qualcosa, e con l’arte non è più possibile, mentre invece è qualcosa che può accadere facendo architettura e design. Creando nuovi spazi architettonici riesci ad arrivare a tutti.
Vito Acconci. Adaptation Studies.
Vito Acconci. Adaptation Studies.

Vito Acconci in questi anni, descrive con la sua camaleontica espressione artistica, la travagliata forma dell’Io nell’epoca postmoderna. Il debutto dell’artista, nella prima metà degli anni Sessanta, fu principalmente caratterizzato dall’interesse per la poesia introspettiva e totalmente innovativa, votata a una spazialità della scrittura, dove azionava parole come oggetti in movimento. La sua poesia, venne infatti definita “minimalista” poiché esplorava la scrittura come atto esteriorizzato del sé. Negli anni Settanta Acconci cambiò direzione “per definire il suo corpo nello spazio” con un alto grado provocatorio.

Vito Acconci.
Vito Acconci.

Nacquero così le sue prime performance, tra cui la Claim (1971) e la Seedbed (1972) dove instaurava e intrattieneva uno stretto e prolungato contatto con il proprio corpo, stimolandolo e sfregandolo per cercare di abbandonarlo, di staccarsene, trovando nell’eiaculazione una possibile via di allontanamento. La corporeità, secondo Acconci, sopravvive come entità astratta, mezzo di sofferenza, e parallelamente di liberazione.

L’ architettura non riguarda lo spazio ma il tempo.

Vito Acconci. Soap-crop.
Vito Acconci. Soap-Crop.

Negli li anni Ottanta fondò lo Studio Acconci dove l’espressione artistica prese una dimensione più ampia, nacquero quindi progetti volti all’intesa tra arte architettura e design tramite il coinvolgimento attivo dei sensi del visitatore. Lo stile borderline di questo grande artista, racconta un arte tormentata ed eccentrica che contempla il bizzarro, trasformando le sue opere in creazioni autentiche ma nello stesso tempo provocatorie.

Vito Acconci.
Vito Acconci.

Tutti i progetti di Acconci tramutano ogni regola architettonica,  valorizzando spazi pubblici e privati e dando  un senso esistenziale anche agli “esclusi”. E se è vero che non esiste futuro senza passato, Acconci con il suo processo creativo ci ha lasciato un’ esperienza profonda della riappropriazione umana dell’identità intima di ogni individuo.

Quello che mi fa vivere è questo: l’idea di offrire una sorta di situazione che dia alla gente  una duplice scossa… che potrebbe portare le persone a vivere in modo diverso.

The Museum of Modern Art