Migranti: la violenza di frontiera dei governi UE.

Dunja Mijatovic, il Commissario europeo per i diritti umani, il 19 giugno 2020, alla vigilia della giornata mondiale del rifugiato, ha invitato gli Stati europei a rispettare gli impegni presi in merito agli aiuti ai rifugiati. In un tweet ha espresso il suo disappunto rispetto alle scelte attuate negli ultimi mesi dicendo che “I respingimenti e la violenza alle frontiere violano i diritti dei rifugiati e dei migranti, nonché cittadini degli stati europei. Quando la polizia o altre forze dell’ordine possono agire impunemente in modo illegale e violento, la loro responsabilità viene erosa e la protezione dei cittadini viene messa a repentaglio. L’impunità per gli atti illeciti da parte della polizia è una negazione del principio di uguaglianza nella legge e nella dignità di tutti i cittadini e mina profondamente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni statali“.

Il Commissario europeo per i diritti umani incolpa i Paesi UE per aver aggirato le leggi affermando inoltre che alcuni politici sono promotori dell’idea che i diritti dei migranti possono essere messi in secondo piano al fine di proteggere i confini considerando lo status quo che stiamo vivendo a causa del Covid-19.

I migranti sono lasciati a rischio delle loro vite in mare, sono tornati in paesi pericolosi, sottoposti a maltrattamenti o detenzioni arbitrarie, tenuti separati dalle loro famiglie o collocati in campi sovraffollati in condizioni spaventose.

Dunja Mijatovic, Commissario europeo per i diritti umani.

La Convenzione europea sui diritti umani esiste da quasi 70 anni e, secondo il Commissario europeo, mai come oggi i diritti dei rifugiati sono stati violati con cotanta sistematicità. D’altronde, come afferma anche Dunja Mijatovic, avviene sempre più di frequente che gli Stati europei oltrepassino le leggi europee sui diritti umani, e questo atteggiamento sta diventando sempre di più una prassi comune. I Paesi dell’area UE si concentrano sulla ricerca di “nuovi modi per impedire che tali obblighi diventino applicabili in primo luogo“, invece di essere garanti che loro politiche in materia di asilo e migrazione siano conformi alla legge e quindi ai sensi della Convenzione sui diritti umani.

Inoltre, il Commissario europeo, ha avuto da ridire anche sull’Italia facendo riferimento al caso Hirsi Jamaa, quando il Bel Paese costrinse i migranti a rientrare in Libia, scelta che le valse una sanzione dalla Corte EDU nel 2012 . Il caso Hirsi Jamaa mise in allarme tutti gli altri Paesi UE, i quali negli anni hanno escogitato nuova modalità per sollevarsi da qualsiasi responsabilità rispetto a coloro che si trovano nel mare.

Mentre questo mette gli Stati membri del Consiglio d’Europa a debita distanza dagli eventi, non fa nulla per impedire ai migranti di essere esposti a torture o trattamenti disumani o degradanti.

afferma il Commissario UE per i diritti umani Mijatovic.

I Paesi UE hanno creato molta confusione e sono responsabili di una cattiva gestione rispetto alle risorse e investimenti che vengono promossi in materia di asilo ai rifugiati. Inoltre, alcune sentenze giudiziarie, sono state manipolate dai Paesi UE stessi al fine di giustificare le pratiche di respingimento. Il fatto che tutta l’area europea sia contagiata e manipolata da una propaganda politica che alimenta l’odio verso i migranti attraverso una forte infodemia atta a deviare l’opinione pubblica verso una forte intolleranza che erge la protezione dei confini al di sopra dei diritti umani stessi.

I governi europei dovrebbero pienamente comprendere che non sono nella posizione di decidere se rispettare una legge o meno, piuttosto prendere atto che la Convenzione sui diritti umani va rispettata ai sensi della legge la quale non può essere violata o raggirata. Inoltre, il Commissario europeo per i diritti umani, si augura che il mandato della Germania come Presidente del Consiglio europeo possa rafforzare la protezione dei diritti umani e le politiche in materia di asilo in Europa.