Chi è Anita

Chi sono? Io non so chi sono. Sono i vostri occhi, sono in questo blog; nelle parole che scrivo, nelle persone che incontro. Sono un tema che attraversa la mia storia, le vostre storie, la storia dell’umanità. Sono l’essere che cambia, e l’essere che si trasforma. Sempre uguale a me se stessa, ma nel contempo in evoluzione: una donna, prima bambina, poi adulta.

Anita Likmeta
Polignano a Mare, 2014.

Io sono le storie che racconto, il mio Essere, la mia anima; viaggiano intrinsechi a quegli abbracci che mai incontrerò. Le storie di quegli uomini, di quelle donne e di quei bambini, che sono costituiti in me, come oggetti indivisibili, come miei atomi. Queste esistenze che mi viaggiano nelle vene, che si muovono nel vuoto, lì, nel non Essere e nel non luogo, si manifestano potentemente come sogni e speranze, le mie.

Platone diceva che “l’essere viene donato” e così io non sussisto autonomamente, ma esisto in quanto ho ricevuto l’essere da qualcuno o qualcos’altro.

I valori, che mi hanno cullato ancor prima di conoscere il colore carta da zucchero del cielo della mia Durazzo, sono le mie idee che hanno viaggiato il mio tempo rimanendo come un ruscello vivo ed eterno, immutabili quanto incorruttibili, anche quando i cieli oscuri del mio tempo invasero la mia memoria, prima di infante e poi di bambina, adolescente e infine adulta, quando i non-Esseri tentarono di privarmi, di corrompermi cercando di farmi precipitare lontana dalle mie idee, e farmi cadere nella temporalità e nella contingenza degli avvenimenti.

L’Essere per me è la luce di Dio, il quale ha disperso se stesso nelle mie oscurità, portandomi un pò più in là, un pò più su, rispetto alle tragedie che mi lasciavo alle spalle.

Oggi, che il cielo ha rischiarato i suoi lampi, io mi piego all’unica volontà che mi muove dentro: fare ciò che avrei voluto facessero per me. Aiutare gli altri. Oggi, che ho una voce, voglio urlare attraverso le mie parole, che se non ci teniamo per mano uniti gli uni agli altri, se non accettiamo prima chi non ci somiglia, se non collaboriamo nell’interesse del bene comune di tutti i popoli e nazioni, consegneremo alla Storia una pagina nera, dipingeremo una tela che sarà incapace di comunicare se stessa.

La volontà è potenza. Forse oggi è quel giorno, in cui possiamo decidere per la fine, del nostro Medioevo.

Anita Likmeta

Anita Likmeta

Humanist 2.0, storica e filosofa appassionata di comunicazione digitale; è una giornalista, documentarista, blogger, copywriter e digital strategist.

Laureata in Lettere e Filosofia all’Università di Roma La Sapienza. Scrive su HuffPost Italia e come giornalista ha collaborato per Il Fatto Quotidiano, Il Giornale, Linkiesta ecc. Ha partecipato al programma #CheCiFaccioQui di Domenico Iannacone, già autore di I Dieci Comandamenti, su Rai3. Inoltre, ha preso parte a Tv Talks come SkyTg24, Nemo nessuno escluso condotto da Enrico Lucci e Valentina Petrini su Rai2, Bianco e nero Cronache italiane di Luca Telese su La7, Unomattina su Rai1, L’Ora Solare di Paola Saluzzi e Bel tempo si spera di Lucia Ascione su TV2000, CheckPoint su RaiNews24.

Dal 2019 è Partner & Advisor in Creation Dose, la Digital Factory di prodotti digitali ad alto valore tecnologico e servizi di formazione e consulenza nel settore MarTech. È PR Manager in Open-Box, l’agenzia di comunicazione italiana con sedi ad Arezzo, Milano, Roma e Londra. È Membro e Communication Director di Agora Europe con sedi a Bruxelles ed Hendaye.

Parla fluentemente 6 lingue, Italiano, Albanese, Inglese, Francese, Spagnolo e Portoghese.

Nata a Durazzo in Albania, si trasferisce in Italia nel 1997 all’età di undici anni, subito dopo la fine della guerra civile. Si stabilisce con la famiglia dapprima nella cittadina di Pescara e in seguito a Roma. In Italia ha conseguito la maturità classica, ha frequentato l’Accademia di Recitazione “Corrado Pani” e si è laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza. Nel 2011 si trasferisce a Parigi dove maturerà il suo saggio storico nonché tesi di laurea, conseguita il 14 dicembre 2012, discussa con il professore emerito in Storia delle Relazioni Internazionali, Giancarlo Giordano, sulle relazioni tra Albania e Italia nel periodo che va dal 1922 al 1943. Sempre a Parigi conosce una realtà culturale che l’ha portata a co-dirigere un documentario insieme al regista francese del collettivo Kourtrajmé Mohamed Mazouz dove ha intervistato il candidato premio Nobel per la letteratura e conterraneo Ismail Kadaré, l’artista Kiki Picasso e l’artista italiano Tanino Liberatore. Il 13 ottobre del 2013 il giornale “Il Fatto Quotidiano” pubblica un suo articolo in cui racconta il viaggio che l’ha portata in Italia e la sua visione in merito alle politiche dell’immigrazione. Da gennaio 2014 scrive su Huffpost Italia diretto dalla giornalista e conduttrice Lucia Annunziata, alla quale, da aprile 2020, è subentrata il nuovo direttore Mattia Feltri.

Vive fra Milano, Roma, Londra, Parigi, Barcellona e Tirana.